VOGLIAMO L'AUDITORIUM A PADOVA
DOPO 50 ANNI DI PROMESSE PADOVA VUOLE L’AUDITORIUM
PRIORITA’ CULTURALE , EDUCATIVA , ECONOMICA E SOCIALE
Dopo il grande successo ottenuto dal concerto dell’Orchestra “Pro Auditorium” , costituita dai musicisti delle massime Istituzioni padovane, (compresa la straordinaria formazione dei “Pollicini” dai 7 anni ai 15 anni) non possiamo non rattristarci del fatto che la materia sia divenuta oggetto di un vero scontro politico, il che nuoce fatalmente a qualsiasi discorso sereno e costruttivo sull’argomento. L’assoluta priorità dell’assolvimento di un promessa fatta 50 anni or sono dal Sindaco di Padova Cesare Crescente e confermata da tutte le Amministrazioni successive anche di segno opposto viene ora messa in discussione dalla presentazione di un coacervo di progetti ben più recenti, certo non tutti “prioritari”. Proprio in questo periodo storico in tutto il mondo si comprende l’ immensa importanza educativa e sociale della musica e anche in Italia - sulla scia del Venezuela e del suo sistema di orchestre giovanili che riunisce più di 300.000 bambini e che conta più di 250 Orchestre Sinfoniche Giovanili la cui principale , l’Orchestra Nazionale Simon Bolivar suona al Festival di Salisburgo e nelle più importanti Sale mondiali - molte scuole medie organizzano formazioni orchestrali di allievi, i nuovi licei musicali hanno il doppio di domande di iscrizione rispetto ai posti disponibili, la richiesta della grande musica sta salendo in tutti gli strati sociali; proprio ora invece in Padova si manifestano tendenze retrograde che contrastano tenacemente l’ adempimento di un impegno di tale importanza economica, educativa e sociale. Ricordiamo che il rifiuto dell’Auditorium di cui si sta parlando ormai in tutta Italia suscitando interventi di personalità quali Uto Ughi , Salvatore Accardo , Lorenzo Arruga e numerosi altri, avrebbe una eco vergognosa per la nostra città che colpirebbe non il singolo amministratore ma tutta la classe politica e dirigenziale padovana mente la realizzazione di una tale opera sarebbe un atto di civiltà che tornerebbe a vantaggio anche di coloro che oggi si oppongono.
L’ Auditorium costituisce oggi una assoluta priorità non solo dal punto di vista artistico e culturale ma anche e soprattutto da quello economico e sociale non meno di quello che sarebbe una scuola o un ospedale :
dal punto di vista economico ricordiamo che una grande parte degli italiani vivono dell’arte e della cultura, vero elemento di identità e di promozione del Paese. Per il mondo l’Italia è la sua arte , non solo i capolavori del passato e del presente ma i suoi Teatri , le sue manifestazioni musicali , i suoi Festival , gli artisti che si impongono in tutti Paesi. Se i reggitori del passato avessero ragionato come fanno ora gli oppositori della realizzazione dell’ Auditorium , una cospicua parte degli italiani (cominciando da coloro che vivono di turismo) non mangerebbe . L’Italia è la sua musica : non per niente l’attività dei musicisti italiani viene utilizzata dai nostri diplomatici e da molti industriali come mezzo per entrare in contatto con i massimi esponenti dei Paesi stranieri.
dal punto vista sociale affermare che l’Auditorium riguarda solo un pubblico ristretto è semplicemente ignorare la radicale evoluzione avvenuta negli ultimi 30 anni in tutto il mondo. La grande musica non è più da tempo lo spettacolo seguito da pochi, è divenuta il mezzo di educazione e di comunicazione più importante contro la torre di Babele delle lingue (sia nel senso fisiologico che spirituale) : sviluppa in modo equilibrato i due emisferi del cervello , serve a togliere i giovanissimi dalla strada e dalla droga per destinarli ad un’attività che, pur essendo gioiosa, richiede peraltro disciplina ferrea e rispetto reciproco , è strumento di integrazione senza pari . Una bella e accogliente struttura , a condizione che sia ben visibile nel centro della città, non solo attira nuovi ascoltatori, come è successo ovunque (v. anche ultimamente l’esempio della vicina Vicenza) ma può servire per raccogliere le energie giovanili , farne un centro vivo di attività sane fisicamente e spiritualmente. Se città come Parma (2 terzi degli abitanti di Padova) e Pesaro ( meno di 80.000 ab.) hanno costruito e stanno costruendo Auditorium e Teatri belli e capienti , Padova non deve restare simbolo di arretratezza . Proprio in un periodo di crisi economica in cui la gente manca di entusiasmo e di idee , è dimostrato che la musica serve a stimolare le reazioni emotive positive con effetti notevoli anche sulla vita economica. Il fatto poi che in una località si svolgano eventi notevoli è di grande utilità per pubblicizzare la città medesima ovunque anche indipendentemente dai numeri di partecipazione alle singole manifestazioni.
Per quanto riguarda la situazione attuale , da un lato ci troviamo di fronte ad un progetto tecnicamente di altissima qualità già approvato da una commissione internazionale e in avanzata fase di preparazione a cui viene contrapposto il nulla , non esistendo un chiaro progetto alternativo con maggiori pregi e di rapida attuazione (e questo nel Paese che ha uno degli iter amministrativi più complessi e lenti del mondo occidentale) . Non realizzare questo progetto significa probabilmente non fare più l’Auditorium perchè sarebbe necessario ripartire da zero ricominciando da capo anche le infinite discussioni sulla scelta del luogo, cosa non certo pacifica. Ricordiamo che l’Auditorium destinato alla musica può mantenersi economicamente anche ospitando manifestazioni di vari generi, dalla moda ai congressi ecc., come fa il Parco della Musica di Roma. Contro la Babele dei contraddittori continuiamo a sperare che la nostra Città , maestra nel perdere tante grandi occasioni, possa trovare le energie positive per costruire finalmente un edificio che sia insieme tempio e attivo centro produttivo della grande luce civile e sociale della musica e dell’arte .
Mario CARRARO Presidente dell’Ente Orchestra di Padova e del Veneto
Presidente degli “Amici della Musica” di Padova
Marinevi MASSARO Direttore del Conservatorio di Musica “Cesare Pollini”
Gianni MARCHESINI Presidente del Conservatorio “Cesare Pollini”
Claudio SCIMONE Direttore musicale de “I Solisti Veneti”
con l’adesione di :
Leopoldo ARMELLINI
Lorenzo ARRUGA
Antonia ARSLAN
Francesco CAVALLA
Sergio DALLA VOLTA
Giuseppe DE MARZI
Annarosa FLOREANI
Dario MARAN
Gilberto MURARO
Nino OLIVETTI RASON
Franco ROSSI
Luisa di SAN BONIFACIO
Benedetto SCIMEMI
Mauro STRADA
Le adesioni possono essere date per iscritto alle manifestazioni degli Enti “Orchestra di Padova del Veneto” e “I Solisti Veneti” o inviate all’ indirizzo mail : vogliamolauditorium@libero.it e devono citare oltre al cognome e nome di chi aderisce l’indirizzo oltre ad eventuali qualifiche ove si desideri che vengano pubblicate. Più adesioni possono essere raggruppate in un unico messaggio.
I nomi dei firmatari verranno inseriti in calce all’appello con aggiornamento settimanale.
Choco&Wine a Cortina
In questo piccolo, ma proprio piccolo paradiso dei gourmet ha trovato il suo spazio anche Choco&Wine.
Ci sarà dalla prossima settimana sia nel vasetto da 212 gr che in quello da 40 gr, per le praline e le tavolette vedremo quando farà più fresco.
Non è una news, ma una testimonianza di civiltà
A Padova in Piazza dei Signori c'è la chiesa di San Clemente, guardando la chiesa, sulla destra della facciata sopra la vetrina di un negozio, si scorge una lapide che recita:PER IL GRAVE ET ATROCE DELITTO COMMESSO DA DIVERSI SBIRRI LI 15 FEBBR. 1722 CONTRO ALCUNI SCOLARI NELL'INTERNO DI QUESTA ABITAZIONE, FURONO DALL'ECCELSO DI X A 24 SETTEMBRE 1723 TUTTI GLI SBIRRI REI AL NUMERO DI 12, A MISURA DELLE LORO RILEVATE COLPE, CONDANNATI RESPETTIVAMENTE AL PATIBOLO DELLA FORCA, ALLA GALERA ET ALL'OSCURO CARCERE ET A VITA CON STRETTISSIME CONDIZIONI. IL CHE RESTI A PERPETUA MEMORIA DELLA PUBBLICA GIUSTIZIA E DELLA PUBBLICA COSTANTE PROTEZIONE VERSO LA PREDILETTA INSIGNE UNIVERSITA DELLO STUDIO DI PADOVA.
Fan di Choco&Wine la prima crema di vino e cioccolato fondente
Come riportato nell'altra news, il 7 giugno si terrà a Genova la sesta edizione di Terroir Vino, tra gli espositori ci sarà anche Choco&Wine posizione 36.
Ho 20 biglietti d'ingresso da regalare ai fan di Choco&Wine, ritengo che l'unico criterio per assegnarli sia quello cronologico. I primi 20 fan che invieranno a questo gruppo su Facebook una email di partecipazione riceveranno il mio numero mobile, per chiamarmi quando saranno alla reception. Lasciare il biglietto alla reception con il vostro nome creerebbe un po' di confusino.
Per la massima precisione, segnalo che l'invito di TerroirVino (qualsiasi invito) è valido per 1 sola persona e vale come ingresso omaggio dalle ore 10.00 alle ore 14.30. Dopo le 14.30 vale soltanto come riduzione di 5,00 euro sul prezzo del biglietto di 20,00 euro
Il Prosecco è solo del Nord Est
“Il vino Prosecco è ora patrimonio solo del territorio del Nord Est, tutelabile a livello mondiale perché prende il nome dalla località omonima vicino a Trieste dalla quale il vitigno ha preso le strade del trevigiano, per iniziare da lì la scalata ad un successo inarrestabile”. Un euforico Franco Manzato, vicepresidente della Giunta veneta, ha salutato con queste parole il decreto ministeriale che sancisce il nuovo disciplinare di questo vino straordinario, che con le due DOCG e la nuova DOC interregionale veneto – friulana diventa la più vasta e importante Denominazione Italiana, il cui nome e provenienza sono già conosciuti nei cinque continenti. “Questa operazione – ha aggiunto Manzato – riconosce e valorizza il territorio che ha reso famoso il Prosecco con le nuove DOCG “Conegliano Valdobbiadene” e “Asolo” o “Colli Asolani” e la possibilità di riportare in etichetta il termine geografico “Prosecco Treviso DOC” per le uve e per i vini elaborati in provincia di Treviso”. Ora resta solo da " mettere a punto in tempi brevissimi Albi ed Elenchi di quella che è oggi la prima DOC nazionale per estensione: occorrerà classificare e gestire miliaia di ettari e migliaia di produttori, ma siamo certi di portare a termine questo compito nel minor tempo possibile, senza alcun onere per i produttori, ai quali chiediamo sin d’ora la massima collaborazione”.
“Intendiamo accompagnare le nuove DOCG e la nuova DOC con nuove strategie di promozione anche nell’ambito della OCM vino: abbiamo infatti a disposizione una “rampa di lancio”, un biglietto da visita dell’enologia del Nord est e nazionale, che va sfruttata al meglio per l’effetto di trascinamento che può avere a favore di tutti i vini italiani”. “Siamo inoltre a disposizione – ha concluso Manzato – per cantierare rapidamente due strumenti, essenziali per assicurare un futuro davvero importante a livello planetario al vino Prosecco: il consorzio e il sistema dei controlli, a tutela e garanzia del prodotto distribuito e consumato in tutto il mondo. Il risultato raggiunto è infatti frutto di un modo di operare che ha visto in sintonia la filiera produttiva, soprattutto trevigiana, e le istituzioni: questa esperienza deve proseguire perché le due DOCG e la DOC, autonome nella loro gestione, condividano strategie comuni. Il tavolo della filiera trevigiana, d’intesa con la Regione, gli altri soggetti di rappresentanza e tutti i produttori, dovrà diventare una vera e propria cabina di regia per ottimizzare l’intera complessa macchina di coordinamento relativa a questo prodotto eccellente e sempre più ricercato, che sta superando la soglia del milione e mezzo di ettolitri”.
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